Intervista a Mazay: conosciamo il side project di Andrea, 1/2 dei Pink is Punk

In questi giorni abbiamo avuto l’occasione di porre alcune domande a Andrea Mazzantini (in arte Mazay), 1/2 dei “Pink is Punk”, che vedremo a Nameless Music Festival venerdì 2 giugno. Conosciamolo più da vicino.

1) Ciao Andrea, come è iniziata la tua passione per la musica elettronica (EDM)?

Sono un grande appassionato di musica e ho ascoltato davvero di tutto nella vita, attraverso alcuni passaggi fondamentali, quali la house, il rap, la scena punk rock / new wave dei primi anni 80 fino ad arrivare alla prima ondata new electro nel 2006. Per me è stata una vera e propria folgorazione,  da quel momento è iniziata la mia passione e voglia di produrre e suonare principalmente musica elettronica .

2) Puoi raccontarci qualcosa del tuo passato, in particolare dei “Pink is Punk”, come è iniziato tutto?

Io e Nico ci conosciamo da sempre. Abbiamo fatto il liceo e università insieme. Abbiamo condiviso mille progetti , anche nella musica rap dei primi anni 2000, fino ad iniziare insieme il nostro progetto Pink is Punk nel 2006!

3) Attualmente invece quali progetti hai? Possibili collaborazioni?

Il Pink is Punk è la mia storia personale, quello da cui tutto è nato. Ultimamente avevo anche tantissima voglia di sperimentare un progetto che avevo nel cassetto da tempo. Ho dato quindi vita a “Mazay”. Volvevo orientare le mie produzioni verso una direzione nuova e con Mazay ci sono riuscito. È un side project che punta molto alla produzione musicale e a ritrovare quel “club” che forse in questo momento un po’ manca. Ho molte tracce pronte e collaborazioni con artisti nuovi italiani che trovo molto interessanti come FAITH, SLVR e VUSH. Sono sonorità molto deverse tra loro,  da quelle radio friendly a quelle più club oriented , mantenendo però sempre l’identità che ho voluto dare a Mazay.

4) Ti abbiamo sentito suonare in apertura ad un artista internazionale come Alan Walker, come è stato? Cosa ne pensi del giovane dj e producer norvegese?

Ero molto emozionato nonostante io sia in consolle da diversi anni, perché era la prima di Mazay e quindi umilmente mi rimettevo al warm up senza loghi senza luci e con la gente che non sapeva nemmeno lontanamente chi fossi, forse qualcuno ha addirittura pensato i primi minuti che fossi Alan :). Poi però è stato sorprendente vedere la risposta del pubblico che è stata pazzesca, e questo mi ha fatto capire ancora una volta come la musica faccia la differenza, nonostante i social o i likes. Alan è molto bravo come produttore e lo show devo dire che funziona bene!

001_GST8239Photo by gistphoto.com

 5) Come ti senti all’idea di suonare al Nameless Music Festival, uno dei pochi festival musicali che sono riusciti a farsi notare in Italia?

Sono molto emozionato. Penso che il Nameless sia davvero una realtà internazionale in un paese forse un pò provinciale come il nostro. Non vedo l’ora!  Sono molto orgoglioso e sto preparando un set che sarà una bomba!

6)Come mai secondo te in Italia si investe poco nella musica, in generale non solo elettronica, rispetto ad altri paesi?

Non è una questione di investire poco nella musica, il problema consiste soprattutto dal fatto che l’Italia è un paese molto piccolo e i numeri sono molto diversi e lontani da tante realtà estere. Vedi Olanda, Germania, Francia per non parlare poi di America o paesi come il sud america a l’Asia. In questi paesi un successo musicale “underground” raggiunge e doppia i risultati di artisti nostrani super pop facendo si che gli investimenti siano duplicati anche in territori musicali non pop e non solo per artisti mainstream. Ti faccio un esempio dove il nostro paese è più o meno allineato. In Italia ora funziona il rap. Quindi una percentuale molto alta di ragazzi Italiani compra, ascolta e guarda video di qualsiasi artista Italiano, anche l’ultimo arrivato senza distinzione. Risultato le case discografiche, gli artisti stessi anche se appena 18enni investono molto su di loro, sui video,sulla produzione, sul mastering, praticamente su tutto. Perché sanno che avranno un ritorno economico a breve e che per funzionare devono per forza allinearsi ad un mercato che esige una qualità molto alta. Se anche per la dance ci fosse lo stesso interesse sicuramente ci sarebbero più investimenti anche qui.

7E perchè, sempre parlando del nostro paese, l’EDM non riesce a riscuotere lo stesso successo che ha invece in altri stati europei e del mondo?

Noi abbiamo perso un po’ la bussola, e come “noi” intendo il pubblico italiano che sembra confuso, non sà cosa vuole ballare e cosa vuole ascoltare o vedere dal vivo. E’ un periodo che ho già vissuto, nei primi anni del 2000 dove andava tutto e niente. Aggiungiamo la crisi economica che di certo non aiuta, Facebook che rende il trash mainstream e quindi commerciale. I locali devono avere un ritorno e spesso lo cercano “facile”, immediato senza badare troppo alla qualità. Quando il pubblico come è già successo, si stuferà, ci sarà una nuova ondata di “musica”, il pubblico stesso si dividerà nuovamente scegliendo la propria musica preferita, avendo ben in mente quello che piace. Il rap Italiano sta vivendo un momento simile, dove i ragazzi, i più giovani sono i veri sostenitori e quelli che fanno numero, ai concerti come sui social, supportano la scena, sia di quello appena arrivato che  dell’artista ormai famoso.

8) Abbiamo visto il tuo profilo Instagram, è per gusto tuo o per qualche azione di marketing? Se la prima come ti è venuta in mente quest’idea, che tra l’altro noi troviamo molto interessante

Ho sempre curato in prima persona sia la grafica che lo stile, credendo che fossero fondamentali in ogni mio progetto , il profilo instagram ho deciso di farlo cosi per cambiare un po’ da i soliti profili, mi diverte molto e sinceramente ora come ora è il social che preferisco. Spero non si sputtani come facebook dove tutto compra tutto.

9)Con quale dj/producer di fama internazionale che stimi particolarmente ti piacerebbe collaborare e perché?

Tra tutti Malaa e Destructo… entrambi hanno preso spunto da due generi a me molto cari il primo la house il secondo il rap e ne hanno fatto una versione personale e moderna diversa da tutto e tutti. Non disdegnerei anche un collab no edm con Tjr per poter poi fare 9 buche a golf insieme 🙂

10) Cambiando argomento, come è iniziata la storia della Nazionale cantanti hip-hop e la tua passione per il calcio?

Il calcio in questo momento è una passione che mi sta prendendo tantissimo! Mi dimentico di età, lavoro e problemi, tutto è nato tra amici, anche il rapporto con la nazionale NHH, è nato per caso,mi ha contattato Emiliano Pepe, ho fatto una partita con loro e da quel momento non ho più smesso. E’ un gruppo fantastico con obbiettivi ancor più importanti come fare del bene. Mi diverto e aiuto il prossimo, più di cosi non si può davvero chiedere, soprattutto datole mie qualità calcistiche :))).

11) Un consiglio a tutti i giovani dj e producer italiani?

Prendete tutte le regole e i paletti che avete, dimenticatevene e divertitevi producendo. Le copie non andranno mai da nessuna parte senza grossi investimenti economici. Per cui non abbiate paura! Osate e usate la vostra creatività che è il vostro unico strumento, quello che vi permetterà di emergere tra questo numero infinito di porduttori/dj. Fare musica che suona benissimo ora è facile, fare musica col cuore no. Quella sarà la differenza.

004_GS24490.jpgPhoto by gistphoto.com

 

Greta & Nicholas

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